European Sogni Award – 2014

 

Il vincitore:

INERTIAL LOVE di César e José Esteban Alenda (Spagna)
I fratelli Alenda hanno scritto, prodotto e diretto sette cortometraggi. Hanno ricevuto due nomination per il Premio Goya al miglior cortometraggio di fiction nel 2011 e 2012. Hanno vinto un premio Goya nel 2009 con un cortometraggio di animazione.

Il rapporto tra Javier ed Anna rimane a corto di benzina. Lei tira il freno e Javier è trascinato per inerzia fino a quando non impara a passare oltre.

 

Menzione speciale:

LOCKED UP di Bugsy Riverbank Steel (Regno Unito)
Dirige spot televisivi e promo musicali da quasi dieci anni. Ha lavorato con artisti come Bloc Party, Wild Beasts e Two Door Cinema Club e per marchi quali Ford, O2 e VW. “Locked Up” è il suo primo passo nella fiction come sceneggiatore e regista.

Tre rapinatori di banca bloccati nella macchina con la quale devono fuggire.

 

Menzione speciale per la migliore interpretazione: Karin Bertling in Gretchen

GRETCHEN di Carin Bräck (Svezia)
Regista svedese, nata a Danderyd, Stoccolma. Ha iniziato la sua carriera come attrice, poi ha continuato a scrivere sceneggiature ed infine si è dedicata alla regia. Ha fatto una quindicina
di cortometraggi, tra i quali il premiato “Fast Vid dig/Attatched to you” e “ Eskimo Kiss”.

Gretchen è in pensione e la pensione è molto bassa. Quando sente parlare un ex carcerato di quanto sia bella la vita in prigione, decide di diventare una criminale.

 

Gli altri corti in concorso:

BEBE A TOUT PRIX di Guillaume Clicquot (Francia)
Nato nel 1968 vicino a Parigi, Guillaume Clicquot ha studiato teatro e cinema all’Università di Parigi. Ha iniziato la sua carriera facendosi le ossa in diversi film, ha lavorato come scout-manager continuando a scrivere nel suo tempo libero. Per quindici anni ha collaborato con ottantacinque registi diversi su 135 film e sceneggiati. In seguito si è dedicato alla sua grande Passione: la scrittura. Dopo un romanzo, “Fllax”, e una commedia, “Retrait en liquide”, questo primo corto rappresenta per lui una nuova sfida.

Un giovane padre si prende cura della sua bambina per tutta la notte; questo è l’inizio di una grande avventura…

KÖRFORGALOM di Orsi Nagypál (Bosnia Erzegovina)
La regista, ungherese, ha lasciato lo sfavillante mondo della pubblicità per studiare alla London Film School. Dopo alcuni cortometraggi ha realizzato il suo primo lungometraggio ed ora lavora come freelance per alcuni canali televisivi come la HBO; ha realizzato il suo secondo lungometraggio, che parla dell’impossibilità della monogamia e delle sue possibili alternative.

In fuga dalla crisi di mezza età e da un matrimonio distrutto, un uomo bosniaco mette il destino della sua vita nelle mani della sua nuova amica: il suo GPS. Mentre il GPS lo porta in luoghi sconosciuti, l’uomo si imbarca in un rapporto sempre più personale con lei.

Se vuoi vedere Körforgalom in lingua originale, clicca qui

LE BALLON DE ROUGE di Sylvain Bressollette (Francia)(Francia)
Nato il 30 aprile 1980 ad Angers, Sylvain Bressollette, cresciuto da genitori appassionati di pittura, fotografia e teatro, mostra un precoce interesse per il cinema. Mentre studia teatro presso l’Università Paris X, dirige diversi cortometraggi e un lungometraggio. Ha lavorato per diversi anni come assistente alla regia nel cinema e nella pubblicità.

Parigi, Francia, 1963. Una coppia litiga in un bar. Un giovane uomo seduto vicino a loro sente il marito minacciare la moglie. Quando viene annunciato l’assassinio di presidente JFK, tutti si alzano per andare più vicino al bancone per sentire meglio la notizia. Il giovane coglie l’occasione per parlare con la donna.

Se vuoi vedere Le ballon de Rouge in lingua originale, clicca qui

SOUFFLE COURT di Johann Dulat (Francia)
Figlio di un musicista e direttore d’orchestra, nasce a Parigi nel 1987. Dopo molti trasferimenti, trascorre la maggior parte della sua adolescenza nella Vaucluse, dove realizza i primi film con alcuni amici. Dopo un corso preparatorio alla selezione per le Grandes Ecoles, decide di cambiare direzione e di concentrarsi sulla sua grande passione, il cinema. Frequenta il BTS Audiovisual Image di Tolosa, dove dirige alcuni progetti, incluso il corto “Octave”, che vince il secondo premio al concorso studentesco di Crous de Toulouse nel 2008. Dopo di che viene ammesso alla “Ecole Nationale Supérieure Louis Lumière” (2009/2012), dove continua a dirigere molti film tra i quali “The Rabbitman”, vincitore del primo premio al concorso internazionale studentesco di Cergy Pontoise nel 2011, “The Black Rose”, “Memories of an Automaton”, codiretto con Bérenger Thouin.

Antoine può viaggiare indietro nel tempo. Trae vantaggio dal suo potere per conoscere ragazze, ma non ha mai trovato quella giusta. Finché un mattino…

STARS CAN WAIT A LIFE TIME di Christina Svien (Norvegia)
Nata e cresciuta fuori Oslo, in un paese chiamato Naersnes. Ha studiato cinema e produzione televisiva al NISS di Oslo. Ha preso anche una laurea in studi cinematografici all’Università di Copenhagen. “Stars can wait a life time” è il suo debutto come regista di fiction. Prima ha diretto documentari e lavorato come freelance nella produzione cinematografica e televisiva norvegese.

L’incontro tra un anziano e una bambina alla fermata dell’autobus. La moglie dell’anziano è all’ospedale e lui non riesce ad affrontare il fatto che stia morendo. La bambina trasmette speranza e luce.

5 WAYS 2 DIE di Daina Papadaki (Cipro)
Nata a Nicosia nel 1979, si laurea in Comunicazioni Visive all’Università di Honolulu e successivamente ottiene un master all’Università di Miami. Durante gli studi negli Stati Uniti incrementa la sua esperienza di film-maker lavorando per numerose tv americane. Ha diretto molti cortometraggi ed il suo corto “Trapped Inside” ha ottenuto riconoscimenti nei maggiori festival cinematografici di tutto il mondo. Negli ultimi tre anni è tornata a Cipro e al momento sta lavorando al suo primo lungometraggio.

Quanti modi esistono per commettere un su1cidio? Può un tentativo di suicidio essere considerato un successo? Makis esamina l’argomento sforzandosi di raggiungere il risultato ideale.

A GOOD STORY di Martin-Christopher Bode (Germania)
Dopo aver completato la laurea in studi cinematografici alla Maiorca Film Academy e a Berlino, Martin-Christopher Bode ha lavorato in diversi set cinematografici internazionali. “A Good Story” è il suo primo cortometraggio.

Quando Helga Landowsky scopre una brocca rotta in un negozio di antiquariato vicino al confine tedesco/polacco, decide di averla ad ogni costo. Ma la vecchia signora ha fatto i conti senza l’antiquario Jakub Lato, che vuole che Helga gli racconti una storia in cambio della brocca. Mentre Helga narra la storia lei e Jakub iniziano a rendersi conto che entrambe le loro vite sono mirabilmente intrecciate. E ora, quasi 70 anni dopo, raccontano l’ultimo capitolo della storia insieme.

DE NOCHE Y DE PRONTO di Arantxa Echevarría (Spagna)
Arantxa Echevarría ha studiato cinema presso l’Università di Madrid e lavora nel settore audiovisivo come regista, scrittrice e direttore di produzione dal 1991. Ha prodotto decine di video, spot e programmi per la compagnia Repsol e Contrapunto. Dal 2007 lavora come freelance. Il suo primo cortometraggio, “Panchito”, ha vinto più di 15 premi nazionali e internazionali ed è stato selezionato in numerosi festival cinematografici.

A casa da sola in un condominio deserto durante il periodo natalizio, Maria riceve la visita inaspettata di un uomo disperato che dichiara di essere il suo vicino di casa al piano di sopra, il cui appartamento è stato svaligiato dai ladri.

PREMIER MÉTRO di Hugo Thomas (Francia)
“Premier Métro” è il suo primo cortometraggio, che ha interamente scritto e realizzato, a 23 anni, dopo ver abbandonato gli studi di diritto per dedicarsi completamente al cinema.

Damien è da poco diventato un senzatetto e sta per andare a chiedere l’elemosina in metropolitana per la prima volta. Nei bagni pubblici fa le prove. Insoddisfatto della prima, inventera nuove versioni della sua vita.

SACRED DEFENSE di Nima Mohaghegh (Paesi Bassi)
Nima Mohaghegh sapeva fin dall’infanzia di voler diventare regista. Cresciuto in Iran, aveva tantissime storie da raccontare, anche se non sapeva come trasferirle sul grande schermo. Il suo sogno ha cominciato a realizzarsi quando, a dieci anni, si è trasferito con i suoi genitori nei Paesi Bassi. Prima ha frequentato la Graphic Grammar School di Rotterdam e poi la Netherllands Film Academy. Durante il tirocinio ha realizzato spot commerciali e cortometraggi dedicati al tema della riduzione delle diseguaglianze tra le persone: lavori che aiutano Nima a fare esperienza nel raccontare storie, per realizzare il suo sogno.

Reza Motaheri sta combattendo una guerra santa ed è disposto a rinunciare a tutto per liberare il suo paese. Quando suo figlio tredicenne si presenta tra i volontari, pronto a sacrificare la sua vita, Reza è costretto a fare un’impossibile scelta tra paternità e fede.

SEULE di Didier Philippe (Francia)
Nato nel 1966, autore di molti cortometraggi e di opere radiofoniche. Ha scritto anche un romanzo di fantascienza intitolato «Leggende ultramoderne». Dichiara di amare tutti gli aspetti della regia.

Claire, una giovane donna, vive sola in un grande appartamento. Il suo terrore del mondo esterno le impedisce d1 uscire e d1 far entrare gente in casa. Un giorno scopre tracce del fatto che un uomo vive in casa sua. La sua presenza diventa sempre più evidente ed infine minacciosa.

VIKINGAR di Magali Magistry (Francia)
Ha studiato Belle Arti e Filosofia mentre lavorava come assistente della fotografa Sophie Calle. Ha lavorato molto nel cinema prima di dirigere e produrre il suo primo cortometraggio, “La peau vive”. “Cinderela”, il suo secondo corto, girato a Rio de janeiro, è stato premiato al Sundance Film Festival nel 2011.

Islanda, anno 1000. Magnus, un guerriero vichingo senza paura, combatte contro Bjami il pazzo, che ha rapito sua moglie e suo figlio. La loro rivalità è solo l’inizio.

WHITE HOURS di Karim Bensalah (Francia)
Nato da padre algerino e madre brasiliana, Karim Bensalah è un pluripremiato regista, sceneggiatore e attore, il cui quartier generale è ora a Parigi. Il suo ultimo corto, “White Hours”, è stato girato in Canada e recentemente ha vinto un premio al festival canadese di Outaouais. E’ stato inoltre selezionato dal festival di Clermont Ferrand, così come lo era stato il suo cortometraggio precedente, “Fatima’s Secret”. Karim lavora tra Europa, Nord America, Sud America, Africa e Medio Oriente e al momento sta preparando il suo primo lungometraggio, “Red Olive Tree”. Sarà anche coregista del dramma familiare ambientato a New York “A Reverence for Spiders”. Ed è stato selezionato tra i quindici giovani registi chiamati a girare una parte del lungometraggio “Paris La Métisse”. Tra glli altri suoi cortometraggi “Chibanis” e “Constructions”.

Due donne, due figli, due morti. Nella neve.

 

La giuria:

Chiara De Felice (corrispondente Ansa da Bruxelles)

Andreas Henn (regista)

Gianluca Morozzi (scrittore e sceneggiatore)

Fulvia Sisti (giornalista Rai)

Giuseppe Tagliavini (esperto di effetti visivi)

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