European Sogni Award – 2015

 

Il vincitore:

REALITY + di Coralie Fargeat (Francia)
Ha iniziato come assistente alla regia di lungometraggi americani girati in Francia per poi lavorare con registi del calibro di Cronenberg, Lynch e Carpenter. Il suo primo cortometraggio, “The telegram”, ha partecipato a numerosi festival. Con “Reality +” porta sullo schermo la sua passione per la science fiction. Al momento sta scrivendo il suo primo lungometraggio.

Grazie alla tecnologia “Reality +” potete accedere a una “realtà aumentata”. Il microchip impiantato al centro del vostro cervello influisce sui vostri cinque sensi per modificare la percezione che avete della vostra immagine. Scegliete chi volete riflettere, vedetevi come avete sempre sognato di essere.

 

Riconoscimento speciale “Sogni futuri”:

PHIL di Thibault Gilles (Francia)
È un regista di 22 anni. Dopo aver studiato come assistente alla regia ha realizzato il suo primo corto, “Phil”.

Phil è un autovelox. Trascorre le sue giornate in una scatola di cartone, fotografando le auto in corsa con la sua Polaroid. E ogni tanto sogna una vita diversa.

 

Menzioni speciali:

LINE UP di Alex Julià Rich (Spagna)
Nato a Barcellona nel 1975, ha studiato comunicazione a Barcellona e si è specializzao in regia alla International school of film and television San Antonio de los Baños di Cuba. Ha cominciato a lavorare nel mondo del cinema con registi come Adolfo Aristaráin e Judith Collell. Ha debuttato alla regia di spot Pubblicitari nel 2003 e ha lavorato per marchi come Volkswagen, Honda, McDonald’s. È stato premiato in festival dedicati agli spot pubblicitari come Cannes e FiaP. Nel 2013 ha diretto un documentario musicale, “Nitisa 94/96 el giro electronico”, sulla nascita del panorama della musica elettronica a Barcellona. “Line up” è il suo primo lavoro di fiction.

Un uomo lavora in un negozio di dischi a Detroit e vive un’esperienza unica grazie a un misterioso vinile.

 

Gli altri corti in concorso:

ABSOLUTAMENTE PERSONAL di Julián Merino di (Spagna)
Lavora come attore, regista e regista televisivo. Ha girato i cortometraggi “Scorpio” (1999), “Psychopathal SPanish” (2000) e Absolutamente Personal” (2014).

Una donna arriva tardi al lavoro e comincia l’inferno.

BLOODHOUND di Tommaso Landucci (Spagna)
Nasce nel 1989. Viene ammesso al triennio di regia 2011-13 al Centro sperimentale di cinematografia sotto la direzione di Daniele Luchetti. Durante gli studi lavora come assistente alla regia di Claudio Giovannesi per il film “Ali ha gli occhi azzurri”. Attualmente lavora come assistente personale del regista Luca Guadagnino.

Samuele, in viaggio per raggiungere la fidanzata, investe il cane di un vecchio cacciatore. Spinto dai sensi di colpa, accetta di aiutare il cacciatore a seppellire l’animale all’interno del bosco, ma quando il viaggio comincia a farsi lungo inizia a dubitare delle reali intenzioni dell’uomo.

IN DER STILLE DER NACHT di Eric Steiner (Austria)
Nato a Monaco, in Germania, ha studiato scienze politiche, teatro e cinema a Vienna, Madrid e Oslo. Ha scritto e diretto sette cortometraggi: “In der Stille der nacht” (2014), “Fragments in time” (2010), “On a journey with death” (2008), “Grenzgang” (2004), “The abyss” (2004), “Reflection” (2002), “A winter’s tale” (2000).

Una piovosa notte d’autunno. Tre bambini stanno aspettando il padre. Ancora una volta è in ritardo. Finalmente arriva a casa, con dei regali. I loro occhi brillano. Soltanto la figlia maggiore è sospettosa; sente che i genitori le stanno nascondendo qualcosa.

RUBITA di Jota Linares (Francia)
Dice di se stesso: “Aspiro a raccontare storie attraverso una cinepresa mentre cerco di capire cos’è questa pazzia che chiamiamo crescere”. La sua filmografia include cinque cortometraggi: “Placer”, “3,2 (lo que hacen las novias)”, “Ratas , “Dead Celebrities’ e “Rubita”.

Norma imita qualcuno che non credeva affatto di valere a tal punto da poter essere un giorno imitato. Una parrucca bionda e un neo vicino alla bocca la rendono qualcuno che non è davanti all’obiettivo di Penelope. Le due stanno cercando di ricreare l’ultima foto scattata a Marilyn Monroe prima che morisse.

THE FLY di Olly Williams (Regno Unito)
Sceneggiatore, regista e art director. Il suo background comprende premi come production designer con i registi Dougal Wilson, Jamie Hewlett e Nadav Kander. Combina senza sforzo stile potente e direzione artistica caratterizzata da una vena comica e trucchi della telecamera. Questa combinazione vincente emerge nella sua ultima campagna per B&Q, nonché nelle campagne, vincitrici di Premi, di Doritos, O2 e Snickers. Ha diretto tre cortometraggi: “The black hole”, “Archaeology” e “The fly”.

Un ‘palo’ aspetta in macchina, fuori da una banca, i suoi complici, che la stanno rapinando. Devono passare alcuni minuti ad alta tensione prima che gli altri ritornino. Tutto quello che deve fare è concentrarsi.

A CIAMBRA di Jonas Carpignano (Francia)
Vive in Italia e in Francia.Nel 2012 il suo cortometraggio “A Chjana” ha vinto il premio Controcampo al miglior cortometraggio alla sessantottesima Mostra del cinema di Venezia e il Nastro d’argento del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani. Nello stesso anno Carpignano è stato riconosciuto come uno dei migliori venticinque nuovi talenti del cinema indipendente dalla rivista Filmmaker Magazine. Il suo ultimo cortometraggio, “A Ciambra”, ha vinto un premio all’edizione numero 53 della Settimana della critica di Cannes.

Una notte nella vita di Pio, adolescente rom che vive in Calabria.

A L’AMIABLE di Rémy Cayuela (Francia)
“The deaf game”, il suo cortometraggio di diploma alla scuola di cinema francese Esav, ha subito rivelato il suo interesse per la commedia brillante. Mentre il corto mieteva successi in vari festival, Rémy Cayuela ha cominciato a dirigere videoclip musicali coni quali ha vinto diversi premi. Si è poi dedicato anche agli spot. Passando da un progetto all’altro, ha diretto i suo secondo cortometraggio, “A l’amiable”, una commedia di dieci minuti che unisce humor nero e senso dell’assurdo.

Nell’oscurità della loro sala da pranzo, Guillaume e Caroline stanno decidendo di separarsi e discutendo della divisione dei beni comuni, giocandosela ai dadi. Tutti i beni, compreso il più prezioso: il loro sangue e la loro carne. È esattamente in questo momento che si rendono conto del fatto che è stata la nascita del figlio a mettere in crisi la loro relazione. E così decidono di rimediare…

BURY ME IN THE BACKYARD di Ida Thomasdotter (Svezia)
Studia arte, teatro, cinema e scrittura in Svezia e Canada. Dal 2011 opera come freelance nell’industria cinematografica svedese. Nel 2012 ha diretto un adattamento del lavoro teatrale “Kyla” di Lars Norén e contemporaneamente completato il suo primo cortometraggio, “Varma mackor (Toast)”. “Bury me in the backyard” è il suo secondo corto, selezionato da un festival di Los Angeles e da uno di Londra. Attualmente è in postproduzione il suo terzo cortometraggio, “Lillstrumpa & Systerdyster” e lei sta lavorando alla sceneggiatura del suo primo lungometraggio.

Una giovane donna scopre di essere incinta e decide di tentare di riallacciare i rapporti con i suoi genitori, con i quali non parla da anni. Quando torna nella casa della sua infanzia scopre che sua madre si è rinchiusa in un mondo distorto di ricordi, un mondo nel quale per lei sembra non esserci posto.

DISNEY RAMALLAH di Tamar Erde (Svezia)
Regista e artista, vive e lavora a Parigi. E’ nata a Tel Aviv nel 1982. Si è diplomata in direzione artistica e video alla Bezalel Academy di Gerusalemme e poi ha studiato cinema e nuovi media in Francia. Crea sfruttando vari mezzi di comunicazione, documentari e film di finzione, video installazioni e altre forme d’arte. I suoi lavori sono stati presentati in molti festival cinematografici (Clermont Ferrand, Angelica spring festival di New York, Jerusalem international film festival) così come in gallerie e spazi teatrali. Spesso nelle sue opere tratta tematiche politiche e sociali, in particolare riguardanti il conflitto israelo-palestinese. Il suo lavoro unisce le sue personali riflessioni a un approccio documentaristico.

Rabia è un dirigente di Hamas a Ramallah. Vive nella paura. E deve anche crescere suo figlio, che ha un sogno: andare a Eurodisney per il suo compleanno.

EN BOUT DE COURSE di Gianguido Spinelli (Svezia)
Come regista, oltre a “Enbout de course”, ha realizzato il cortometraggio “Plus ou moins”, di cui è stato anche sceneggiatore, selezionato in 14 festival, vincitore del premio del pubblico nel 2007 al festival Cinémages, del premio della giuria al festival internazionale di Reus nel 2008 e al festival Ciné.M.A 35 nel 2006. Ha lavorato molto anche come sceneggiatore.

Un cellulare vibra nel buio. L’abat jour si accende; una mano afferra il telefono. Scopriamo il volto di un uomo sui quaranta. Osserva il numero che appare sullo schermo, si schiarisce la gola e finalmente risponde fingendo uno
sbadiglio…

IL SERPENTE di Nicola Prosatore (Italia)
Regista televisivo e pubblicitario, comincia la sua carriera a Milano e nel 2006 si trasferisce a Roma. La passione per la contaminazione dei generi televisivi lo porta ad affrontare diversi docu-drama diretti per Mtv e alcuni programmi per vari network, inclusi “Scatti di Nera” con Michele Placido e “I classici del mistero” di Carlo Lucarelli per Fox Crime. Su Rai 3 dirige “Il giallo e il nero” con Cesare Bocci e su Rai 1 “Petrolio” con Duilio Giammaria. Nel 2007 è consulente artistico per la Fox e insegna regia all’Ied di Roma. Ha diretto decine di spot collaborando con i maggiori marchi nazionali e internazionali.

Marta sta guidando verso casa quando un albero, caduto in mezzo alla strada, la costringe a fermarsi. Esce, lo sposta. Ma quando sta ripartendo, alle sue spalle, compare un’altra auto che comincia ad inseguirla. Una serie di equivoci e colpi di scena in una storia mozzafiato dove niente è come sembra.

IN RIBBONS di Marie Valerie Jeantelot (Austria)
Originaria della Francia, ha però vissuto in Irlanda la maggior parte della sua vita. Sta attualmente frequentando l’ultimo anno alla Scuola nazionale di cinema, dove si diplomerà in produzione cinematografica e televisiva. Ha prodotto e diretto molti video e un breve documentario intitolato “Brown Gold”. Attualmente sta lavorando a un video musicale per Silent Runner che combina la stop motion con il filmato accelerato.

Il padre di Laurie la sta portando a fare un viaggio, in un posto che si può raggiungere a piedi, ma che tuttavia è molto lontano da casa.

MARTHE di Anne Claire Jaulin (Francia)
Diplomata alla Em di Lione, nel 2012 ha corealizzato il suo primo cortometraggio, “L’assistante”, e nel 2014 “Marthe”, proiettato a Brest, Clermont-Ferrand, Vaulx-en-Vellin, Alès. Ha poi realizzato “A qui la faute”, prodotto da Envie de Tempête Productions, sostenuto dalla Région Centre e da France 2. Oggi lavora allo sviluppo di due lungometraggi.

Una coppia di anziani. La routine di ogni sera. Sono passati anni dall’ultima volta che lui l’ha guardata davvero.

SPEED ACTING di Fabrice Oussou (Francia)
Appassionato di cinema fin da giovane, durante gli studi ha incontrato il collettivo Bke, con il quale ha collaborato a diversi progetti. Nel 2008 ha corealizzato un videoclip con Leslie Garnier per il gruppo Idiosyncrazy. Nel 2014 ha realizzato il cortometraggio “Speed Acting”.

Un attore, scambiato per un rapitore, sta aspettando una troupe davanti a una banca. Viene arrestato da due poliziotti. Alla stazione di polizia deve dimostrare la sua innocenza.

SUPERMAN N’EST PAS JUIF (...ET MOI UN PEU) di Jimmi Bemon (Francia)
Nato a Nizza, studia sceneggiatura al Conservatoire européen d’ecriture audiovisuelle. Realizza poi due cortometraggi, “L’esprit ouvert” e “Poison d’Avril”, premiati in numerosi festival francesi e internazionali. In parallelo, continua a scrivere per molti registi. Il suo ultimo cortometraggio, “Superman n’est pas juif (…et moi un peu)”, evoca la questione dell’identità culturale, dei pregiudizi e del peso delle tradizioni dal punto di vista di un bambino.

Quando scopre che è a causa del fatto di essere ebreo che 1l suo pisellino è diverso, 1l piccolo Benjamin decide di fare d1 tutto per nascondere la sua religione e mantenere il suo segreto.

THE CHICKEN di Una Gunjak (Germania)
Nata il 15 luglio 1986 a Sarajevo. “The Chicken” è il suo primo film ed è stato selezionato da circa trenta festival di tutto il mondo, tra i quali il Sundance e la Settimana della critica a Cannes. Ha vinto il premio come miglior corto europeo agli European film awards.

Come regalo per il suo sesto compleanno, Selma riceve un pollo vivo. Quando capisce che sarà ucciso per sfamare la famiglia, decide di liberarlo, inconsapevole delleconseguenze di tale gesto.

TRAUSL SIRDS di Astra Zoldnere (Lettonia)
Lettone, ha un diploma in regia della Baltic film and media school. Ha diretto quattro cortometraggi, video musicali e realizzato installazioni luminose. Il suo documentario “Tesori del mare” ha vinto il premio come miglior film alla diciottesima edizione, quella del 2014, del Filmfest Schleswig-Holstein e del Watchout film festival, nonché il premio Ars Baltica. Il suo corto di diploma, “The Fencer”, è stato proiettato in quindici festival internazionali e nel 2010 ha vinto il premio della critica all’International cinema school di Mosca. E’ stato inoltre riconosciuto come il miglior lavoro di uno studente al Festival del cinema della Lettonia. Nel 2011 Astra Zoldnere ha partecipato al Berlinale Talent Campus. Al momento sta lavorando al suo primo lungometraggio.

Si incontrano la vigilia di Natale, in quello che per uno di loro è il normale spazio vitale: l’obitorio. In un’esplosione di sentimenti cercano di manipolarsi a vicenda per ottenere quello che vogliono. Lei vuole lui, ma lui vuole fuggire. Nessuno otterrà nulla.

 

La giuria:

Chiara De Felice, giornalista Ansa

Roberto Magnani, attore

Gianluca Morozzi, scrittore e sceneggiatore

Fulvia Sisti, giornalista Rai

Christina Svien, regista

Ilaria Vesentini, giornalista Sole 24 Ore

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