Eventi fuori concorso – 2015

 

IL CINEMA D’AUTORE

Mercoledì 13 maggio alle 20 e nelle giornate successive del festival:

La “total animation” di Pavel Koutský
Koutský è oggi considerato – insieme con Jan Švankmajer e Jiří Barta – uno dei più importanti maestri del cinema d’animazione contemporaneo ceco. Lo spirito critico caratteristico dell’animazione dei paesi dell’Est Europa è perfettamente rappresentato nei suoi numerosi film, tra i quali “Dilema” (1984), “Curriculum Vitae” (1986), “Ať žije myš” (Long Live the Mouse, 1993), “Duel” (1997) e “Média” (1999), che si contraddistinguono per la brevità dinamica e una spiccata simbolicità. Opere di grande vivacità intellettuale e umorismo amaro, dove l’individuo è soggiogato dalle forze di un sistema – che si tratti dei media, della tecnologia moderna o dell’indottrinamento ideologico – che manipola e impone l’omologazione. La vittoria del protagonista, quando c’è, è solo provvisoria, pura illusione.

Pavel Koutský (Praga, Repubblica Ceca, 1957) dimostra di possedere doti artistiche fin dalla tenera età; il suo interesse per l’animazione inizia a manifestarsi già a tredici anni, quando diventa membro del Cineclub ceco e realizza il suo primo esperimento, per poi continuare durante gli anni del liceo. Nel 1977 intraprende gli studi di grafica cinematografica e televisiva presso la VŠUP – Vysoká škola um leckopr ě ůmyslová v Praze, l’Accademia delle Arti Applicate di Praga, dove si diploma brillantemente. Dopo alcune esperienze nel campo dell’animazione, a soli sedici anni inizia a vincere i primi premi. Allievo di un grande maestro del cinema come Jiří Trnka, nel 1984 realizza il suo primo film da professionista, “Laterna muzika”, già fortemente caratterizzato da quello che sarà un segno distintivo dei suoi lavori successivi: la musica come filo conduttore e come artefice del ritmo dell’animazione. In seguito entra a far parte della celebre casa di produzione Krátký Film, presso la quale si dedica a tempo pieno alla realizzazione di film d’animazione. Con “Curriculum Vitae”, in cui con graffiante umorismo svela allo spettatore quanti anni di fatica e di studio stanno dietro a una carriera da professionista, Koutský vince l’Orso d’Oro per il miglior film d’animazione alla Berlinale 1987; “Média”, dove esplora il rapporto tra l’uomo e i mezzi di comunicazione, si aggiudica l’Orso d’Argento ancora alla Berlinale e il Premio FIPRESCI al Festival di Animazione di Annecy, nel 2000.

Insieme a Michaela Pavlátová, Koutský è il rappresentante di una tecnica unica, che lui stesso ha definito “total animation”, in cui gli effetti del montaggio e dei movimenti di macchina sono creati direttamente dall’animatore, senza sovrapporre le immagini, ma modificando il disegno su un unico livello. Oltre alle sue ammirate commedie filosofiche – circa venti corti che lui stesso ha scritto, disegnato e animato – Koutský ha diretto produzioni per la televisione, spot pubblicitari e sigle musicali. Dal 1993 insegna al dipartimento di animazione della FAMU – Filmová a televizní fakulta Akademie múzických umění v Prazea (l’Accademia di Cinema, Televisione e Arti Applicate di Praga). Il nome di Pavel Koutský è strettamente legato anche all’Anifest, il festival internazionale del film di animazione di Třeboň, del quale è stato uno dei protagonisti nel corso delle prime edizioni e per il quale ha creato il logo. Per quanto riguarda la sua vita privata, Koutský è sposato e ha un figlio; ama gli animali, gli aerei e il vino rosso. (presentazione da bergamofilmmeting.it)

I corti proiettati:

LATERNA MUZIKA, Cecoslovacchia, 1984 —Film marcatamente artistico e pittorico, che mostra come la musica viene assorbita da coloro che la ascoltano.

CURRICULUM VITAE, Cecoslovacchia, 1986 — Un uomo, intento a stendere il suo curriculum vitae, ricorda gli anni della scuola elementare, del liceo e dell’accademia; una vera e propria introspezione autobiografica dell’autore.

AUTOPORTRÉT, Canada/Cecoslovacchia/Giappone/USA, 1989 — Nel 1988 l’ASIFA, Association Internationale du Film d’Animation, si fa promotrice di un grande progetto, in cui animatori provenienti da quasi trenta Paesi avevano il compito di portare sullo schermo i loro autoritratti. Koutskv punta tutto sul dinamismo, la vivacità e l’ironia che da sempre contraddistinguono i suoi lavori.

KAVÁRNA, Repubblica Ceca, 1998 — In un caffè si incontrano degli uomini d’affari, due amanti e un paio di signore anziane. Tutti chiacchierano gli uni con gli altri amabilmente, mentre nelle loro menti si agitano pensieri selvaggi e distruttivi.

MÉDIA, Repubblica Ceca, 1999 — Un film-critica sulla tendenza di certi media a dare notizie senza alcuna obiettività.

PYGMALION, Repubblica Ceca, 2001 — Combinazione di animazione totale e animazione di oggetti reali con esseri umani. Un ometto crea dalla sua stessa carne la donna ideale, che poi però alla fine lo abbandona.

PLASTIC PEOPLE, Repubblica Ceca, 2007 — Cartone animato sul contrasto tra l’unicità del singolo essere umano e la bellezza artificiale della chirurgia estetica.

BILANCOVÁNÍ, Repubblica Ceca, 2009 — Il film, composto per il ventesimo anniversario della Rivoluzione di Velluto del 1989, si basa sulla commistione di disegno animato e animazione di oggetti.

DOBRÁ RADA, Repubblica Ceca, 2011 — Cosa succede quando gli animali schiavizzati dall’uomo decidono di ribellarsi?

ROMEO A JIULIE, Repubblica Ceca, 2011 — La famosa tragedia di William Shakespeare dal punto di vista di Pavel Koutský. Ironia e sarcasmo in un pungente e brevissimo disegno animato.

Sezione organizzata in collaborazione con il Bergamo Film Meeting

Mercoledì 13 maggio alle 22 circa:

VENTICENTESIMI di Thomas Montalti
Alcuni studenti della classe Quarta B del corso di pittura e Thomas Montalti, Terza C grafica, del Liceo artistico Nervi Severini di Ravenna, hanno pensato e realizzato un cortometraggio per rappresentare come il commercio tradizionale, in particolare quello di alimenti agricoli, limiti certi aspetti della produzione e soprattutto la vita di migliaia di persone che lavorano in questo settore. “Abbiamo voluto prendere in esame – dicono gli autori del cortometraggio Venticentesimi – la determinazione dei prezzi e dei pagamenti stabiliti da multinazionali o catene commerciali indipendentemente dai costi a carico dei lavoratori come contadini e artigiani. Consideriamo il cibo importante, nutrizione per il pianeta e per la vita, capace di far interagire culture e tradizioni differenti. E’ necessario salvaguardare chi, dietro una cassa di patate, lavora duramente e ringraziamo per chi si impegna per tutto questo”.

Venerdì 15 maggio alle 18,30:

Incontro con Alessandro Fabbri: scrittore , sceneggiatore e creatore della serie -1992-
Alessandro Fabbri è reduce da “1992”, prodotto da Wildside per Sky, in co-produzione con La7. Assieme a Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo è stato il creatore e lo sceneggiatore della serie, appena andata in onda su Sky e nata da un’idea di Stefano Accorsi che ne è protagonista. Scelta dall’ultimo Festival del Cinema di Berlino per aprire la rassegna sulle serie tv internazionali, “1992”, in contemporanea con l’Italia, è andata in onda in Germania, Austria, Regno Unito e Irlanda, ed è stata acquistata da HBO Nordic nei Paesi della Scandinavia e del Benelux. E’ stata inoltre acquistata in Spagna e Francia, dove recentemente è stata presentata al Festival Internazionale Series Mania.

“1992” ripercorre il primo anno di Tangentopoli. Dieci episodi raccontano i dieci mesi che sconvolsero la Prima Repubblica, dall’arresto di Mario Chiesa al primo avviso di garanzia a Bettino Craxi. Oltre all’inchiesta di Mani Pulite, la serie racconta la genesi della nuova politica che troverà compimento nella Seconda Repubblica: l’avventura di un leghista dell’ultima ora e gli albori del progetto che diventerà il partito dominante negli anni successivi, Forza Italia. “Con questa serie – spiega Fabbri – noi tre creatori abbiamo inaugurato in Italia un nuovo ruolo che va al di là della scrittura della sceneggiatura. Seguendo il modello americano, io, Ludovica e Stefano siamo stati chiamati a svolgere un ruolo molto più coinvolgente. Oltre che in fase di scrittura siamo stati coinvolti in tutte le fasi del progetto, dal casting al montaggio, passando per una costante presenza durante le riprese come produttori creativi. La fase di scrittura è durata circa 2 anni poi nel 2013 si sono svolte le riprese. Abbiamo letto tantissimi libri, articoli di giornale e di riviste risalenti a quei giorni, oltre a incontrare numerosi protagonisti dell’epoca, magistrati, politici indagati, giornalisti, esponenti del mondo della tv”.

La carriera di Alessandro Fabbri: nato a Ravenna nel 1978, scrive il suo primo romanzo breve intitolato Mai fidarsi di un uomo che indossa un trench blu a diciotto anni e vince il premio Campiello Giovani. Nel 2000 viene pubblicato il romanzo Mosche a Hollywood dalla Minimum Fax, dal quale nel 2005 viene tratto il film Hollywood Flies con Brad Renfro e Vinnie Jones. Nel 2008 la Einaudi pubblica il romanzo Quell’estate di sangue e di luna scritto da Fabbri a quattro mani con Eraldo Baldini, che ottiene un buon successo editoriale rimanendo per diverse settimane fra i libri più venduti in Italia. Del 2010 è il romanzo Il re dell’ultima spiaggia, edito da Bompiani e ambientato a Ravenna. Il romanzo Il ragazzo invisibile, scritto con Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, pubblicato da Salani, esce nel 2014 un mese prima dell’omonimo film e arriva alla terza ristampa. Come sceneggiatore, Fabbri ha scritto episodi di diverse serie televisive e firmato l’adattamento italiano della serie In Treatment. Con Rampoldi e Sardo, è creatore della serie tv 1992. Ha inoltre scritto, sempre in squadra con Rampoldi e Sardo, la sceneggiatura del film La doppia ora, diretto da Giuseppe Capotondi, presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e de Il ragazzo invisibile, diretto da Gabriele Salvatores.

In collaborazione con il Festival delle Culture, sabato 16 maggio alle 16:

Working Together: Ricerca e Governance Idrica sul Monte Kenya. Diretto da Jampel Dell’Angelo e Matteo Dell’Angelo
Negli ultimi 40 anni il consumo idrico globale è raddoppiato, l’aumento della popolazione e i cambiamenti climatici sono una minaccia che rende la gestione delle risorse idriche una questione estremamente critica. Il Kenya, in particolar modo, è un paese che soffre di gravi problemi di siccità, povertà e scarsità di cibo. Un team interdisciplinare di ricercatori di Indiana University e Princeton University si confrontano con queste tematiche e studiano come le popolazioni locali gestiscono a livello comunitario la loro acqua, bene vitale e indispensabile, ma spesso anche causa di conflitti.

Sabato 16 maggio alle 17:

PAESE MIO di Riccardo Marchesini. Un viaggio alla scoperta dei rocker emiliani.
Se appoggi un dito in un punto qualsiasi di una cartina dell’Emilia-Romagna probabilmente proprio in quel punto, è nato un cantante… Non uno qualsiasi. Uno importante, perché in questa terra la fama di un musicista è inversamente proporzionale alla grandezza del posto in cui è nato… Una giovane band emergente della bassa bolognese decide così di mettersi in viaggio verso quei paesi della propria terra che hanno dato i natali ad alcuni dei più famosi cantanti, per scoprire le loro radici, i loro esordi e per capire dove e perché tutto è veramente cominciato. Un viaggio attraverso canzoni, ricordi, testimonianze di amici, parenti e protagonisti raccolte in un territorio dove nel giro di pochi chilometri si incontrano band longeve come i Nomadi, rockstar come Ligabue, cantanti melodiche come Orietta Berti, bluesman come Zucchero e re del liscio come Casadei. Un mix di generi senza precedenti, un viaggio lungo le strade della provincia e quelle della musica che la giovane band protagonista del film cercherà di percorrere guardando oltre alle incertezze del presente e del futuro.

Al termine della proiezione il regista incontrerà il pubblico e risponderà alle domande del giornalista Francesco Garoia. Con loro sul palco il cantautore-regista Titta.

A chiudere il Festival, nella serata del sabato, un altro evento speciale, un corto da Oscar:

FEAST di Patrick Osborne
Il cortometraggio, firmato Disney e vincitore dell’Oscar 2015 come miglior corto d’animazione, racconta una storia d’amore, vista attraverso gli occhi del cagnolino Winston (questo il titolo italiano), un boston terrier che mangia qualsiasi cosa.

La spensierata voracità del cucciolo scandisce il passare del tempo, ricordandoci che il cibo, qualunque esso sia, è prima di tutto nutrimento dell’anima.

Il regista Patrick Osborne, già nello staff di un altro premio Oscar, Paperman, si avvale della tecnica Meander, che unisce computer grafica ed effetti pittorici, per conferire alle immagini maggior realismo e una sorta di look 3D.


Feast 2015 Oscar Winning Short Movie Full… di desanime

 

Altri eventi ravennati fuori concorso (nelle quattro giornate):

PEOPLE… SIATE FELICI di Filippo Giunti

IVAN IL TERRIBILE (Mercato del vago) di Alberto Donati

KILL ME RIGHT NOW (The Doormen) di Andrea Fiumana, Luca Bacciocchi, Thomas Pilani

IN THE WAKE OF KITES (Rigolò) di Gerardo Lamattina

EMPATHY di Flavio Fabbri (musica di Aldo Becca)

 

 

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