Eventi fuori concorso – 2017

 

L’OMINO DELLA LINEA

A dieci anni dalla morte il circolo Sogni, in collaborazione con l’associazione culturale Cartùn, rende omaggio a Osvaldo Cavandoli proiettando i corti LA LINEA © CAVA/QUIPOS e conversando con il figlio Sergio.

Osvaldo Cavandoli nasce l’1 gennaio 1920 a Toscolano-Maderno (lago di Garda). Pochi anni dopo la famiglia si trasferisce a Milano, dove Cavandoli vive fino alla morte, il 3 marzo 2007. Frequenta un istituto tecnico professionale e nel 1938 è assunto come disegnatore tecnico all’Alfa Romeo e poi alla CEMSA di Saronno.

Durante la guerra propone le sue vignette sullo stile di vita del periodo bellico e nel 1944 entra nella squadra della Pagot Film. Qui avviene la sua formazione di animatore e collabora alla realizzazione del film “Lalla, piccola Lalla” e del primo lungometraggio italiano a disegni animati, “I fratelli Dinamite”. Negli anni ‘50 si mette in proprio con l’amico d’infanzia Ugo Moroni e crea Pupilandia, azienda di produzione artigianale di film a pupazzi animati. Gira tra il 1950 e il 1957 una ventina di film per la pubblicità. Nel 1965 – 67 lavora con Marco Biassoni ai cortometraggi pubblicitari di Lancillotto e Re Artù, insieme a Giuseppe Laganà.

Nel novembre 1968 disegna il primo storyboard con un personaggio chiamato in un primo momento Mr. Mark. Propone il lavoro per Carosello. Massimo Lagostina, titolare dell’omonima fabbrica di pentole, sceglie come protagonista della sua campagna pubblicitaria l’originale personaggio che nasce e vive in un unico tratto bianco, che diventerà il protagonista de La Linea. Cavandoli realizza 35 film de La Linea Lagostina della durata di 2′ 30″, sulla musica “Io cerco la Titina” di Charles Chaplin, doppiati da Carlo Bonomi. L’essenzialità del tratto, l’originalità del personaggio e il carattere un po’ brontolone segnano il successo mondiale della Linea.

All’inizio degli anni ’70 Cavandoli riceve i primi riconoscimenti nei maggiori festival di animazione, Annecy e Zagabria, e nel 1973 esce il primo libro La Linea, edito da Bompiani. Nel 1977 il cineasta realizza la prima serie slegata dalla pubblicità de La Linea e negli anni successivi il personaggio inizia a sparire dalle reti televisive italiane, ottenendo al contrario grandi successi in tutti gli altri paesi europei.

Dal 1980 Osvaldo si lega professionalmente all’agenzia di disegnatori Quipos e al suo fondatore Marcelo Ravoni, nominato Eroe del Fumetto a Cartoomics 2007.

Cavandoli-Lalinea

  Cavandoli con La Linea

La Linea di Cavandoli

La linea

 

BLAXPLOITALIAN – CENT’ANNI DI AFROSTORIE NEL CINEMA ITALIANO
di Fred Kuwornu
 Attraverso lo sguardo di Fred Kuwornu, regista di origini ghanesi nato e cresciuto a Bologna e newyorchese d’adozione, questo film indaga la partecipazione dei neri nel cinema italiano. L’intento è quello di porre l’attenzione su una presenza mai storicamente rilevante e vittima di “tipizzazione” da parte di sceneggiatori/registi/produttori italiani, e superare gli schemi per cui molti gruppi etnici e sociali sono relegati ai ruoli di clandestino, rifugiato, spacciatore, prostituta…
“Blaxploitalian” vuole inoltre inserirsi all’interno di una più vasta campagna – “United Artists for Italy” – che riconosca i diritti degli attori “neri” italiani e di altri gruppi sociali e ne combatta la discriminazione professionale, seguendo la lettera di protesta inviata alla Bbc dall’attore Idris Elba.
Il documentario prende le mosse dalla prima apparizione di attori neri avvenuta nel 1915 nel film “Salambò” di Domenico Gaido per poi passare al cinema neorealista degli anni ‘40/50 con “Paisà”, “Senza pietà” e “Tombolo”; agli anni ‘60/70 con gli attori neri utilizzati nei kolossal, nei “poliziotteschi” e nel soft-core; fino agli anni ‘90 dove interpretano spesso la parte di immigrati e non di italiani qualunque (editing Luigi Benvisto; produttori Kalon Jackson, Curtis John, Elliott Lee Cowart).
Blaxploitalian

La locandina del film Blaxploitalian

Fred Kuwornu

Il regista di Blaxploitalian: Fred Kuwornu

 

I commenti sono chiusi