AMABILI RESTI
(di Peter Jackson - con Saoirse Ronan)

Una ragazzina 14enne viene uccisa da un vicino di casa e rimane sospesa tra questo nostro mondo e il paradiso. Questa sua condizione in qualche modo influenzerà i genitori e tutta la sua famiglia che si disgregherà fino a quando lei non sarà in pace. Peter Jackson sembra essere indeciso se privilegiare la storia della ragazzina nell'aldilà (con ampi passaggi "visionari" che a volte sembrano inseriti solo per far vedere allo spettatore qualcosa di molto bello, senza essere supportati da passaggi narrativi) o quella della sua famiglia nel nostro mondo. Il mix creato non sempre risulta interessante per lo spettatore anche perchè Jackson preferisce suggerire che ci sia qualche specie di legame tra i due mondi ma senza mai andare oltre qualche semplice suggestione. Molto positive, invece, le prove di tutti gli attori. Voto: 5.5
Dopo aver già mostrato ampiamente le qualità del suo talento visivo, Peter Jackson confeziona un film dalla storia semplice, ma emozionante e meno scontato di quello che può sembrare. Amabili Resti adatta il toccante e commovente romanzo di Alice Sebold, creando sullo schermo un limbo psichedelico ricco di colori, sfumature e dissolvenze. La mano esperta del regista - tra primissimi piani, dettagli e cambi di scena repentini - fa sì che si crei un'ideale combinazione tra momenti riflessivi, momenti leggeri e momenti carichi di tensione, soprattutto nella parte finale dove si tiene il fiato sospeso grazie a un montaggio accorto e rumori nel silenzio. Mark Whalberg (Jack Salmon) fa un discreto lavoro, ma ha impressionato di più in altri film, come anche Rachel Weisz (Abigail Salmon), mentre Stanley Tucci (George Harvey), nei panni del viscido assassino - e nominato all'Oscar - ha decisamente un impatto maggiore sullo spettatore. Divertente e ironica Susan Sarandon nel ruolo della nonna anticonformista e alcolizzata. Ciò che non farà sicuramente entrare Amabili Resti nella top five del regista neozelandese è il tono troppo adolescenziale di alcuni passaggi e sporadici rallentamenti di ritmo dovuti a un narcisistico compiacimento per la bellezza delle immagini. VOTO: 6.5