AVATAR
(di James Cameron)

Che gli schemi di base della trama di un film siano più o meno sempre quelli è cosa nota. Avatar non è molto diverso da "Balla coi lupi" o dal più recente "Matrix" (anche se l'idea della tecnologia che permette di vivere all'interno di un altro corpo deriva quasi direttamente da Strange days, sceneggiato dallo stesso Cameron). La cosa che rende interessante la trama di un film di questo tipo è come l'eroe riesce a farsi accettare e le difficoltà che incontra prima di diventare leader del gruppo. Questa è, fondamentalmente la pecca di Avatar che dedica ai processi di apprendimento delle tradizioni e delle usanze del popolo di Pandora poche inquadrature, così come la storia d'amore viene risolta frettolosamente. Tutto il lungometraggio risente di questa impostazione risultando poco emozionante. Naturalmente, dal punto di vista visivo il film è eccellente, immaginifico quanto basta e tecnicamente perfetto, a livelli mai visti prima. Voto: 6
Un’apologia di colori ed immagini che non ha precedenti, un universo mentale che sfugge a ogni definizione. Per l’autore di”Titanic”, la tragedia della guerra, la prevaricazione e la morte possono essere affrontati anche attraverso la favola ma con l'integrità morale di un autentico e ispirato autore cinematografico. Cameron si è trovato di fronte l’occasione per riscrivere la storia del cinema e c’è riuscito. Ne è nato un film che se nella sceneggiatura rilegge il passato con citazioni da”Balla coi Lupi” a “Star Wars” a "Apocalypse now" , negli effetti speciali realizza quel futuro tanto sognato. Perché un altro mondo è possibile, quello di Pandora e la prossima volta saremo noi i protagonisti. VOTO: 9

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