REC 2
(di Jaume Balaguero e Paco Plaza)
Il titolo dovrebbe essere "REC al quadrato" e non semplicemente "due". Questa volta non è più una sola telecamera a raccontare gli eventi, ma più di una. E, come sempre in questi casi, si moltiplicano anche i morti i momenti horror, gli spaventi, i personaggi. Se vi era piaciuto il primo capitolo troverete il suo elevamento a potenza un vero godimento.. 6.5.
Rec è diventato una pietra miliare del cinema horror spagnolo, ma questo forzato seguito è puramente un'azione commerciale per sfruttare l'enorme successo che ha avuto in tutto il mondo. I due registi spagnoli ritornano alla palazzina in Rambla de Catalunya 34, a Barcellona, e cercano di dare una spiegazione dei morti e degli indemoniati del primo capitolo. Questa volta, però l'elemento sorpresa non c'è più, e l'unica cosa che cambia è che le soggettive di ripresa sono più di una, grazie alle telecamere che i poliziotti che fanno irruzione hanno attaccate agli elmetti, in stile Aliens - Scontro Finale. Questo però non fa altro che aumentare la confusione e dopo mezz'ora si subisce un po' l'effetto Blair Witch Project, cioè una leggera stanchezza dovuta a riprese ultra mosse. Il film, inoltre, è interamente girato al buio con solo le torce dei protagonisti a illuminare ciò che succede, e tra le urla, il sangue e i repentini movimenti di macchina, si fa presto a non riconoscere più i personaggi e ad assuefarsi alla situazione. Nonostante tutto non mancano i momenti di tensione e i balzi sulla poltrona, ma se il primo non ti faceva neanche sbattere le palpebre, questo rischia di toccare a tratti l'horror-comico. L'attenzione, comunque, torna quando riappare Angela Vidal (Manuela Velasco), la reporter del primo film, e con lei si arriva alla agognata spiegazione finale. Ma finirà sul serio? VOTO: 6