REVANCHE - TI UCCIDERÒ
(di Gatz Spielmann - con Johannes Krisch)

Il regista austriaco realizza un film drammatico, crudo ed essenziale, e dimostra di essere sia un fan di Hitchcock come del tedesco Haneke, non rinunciando a mettere in mostra uno stile che si avvicina a esempi recenti di cinema dell'est come 4mesi3settimane2giorni di Christian Mungiu o Love Sick di Tudor Giurgiu. Vienna non è per niente affascinante, grazie a una luce che pare sempre naturale e a colori lividi senza vita. La campagna circostante, invece, è visivamente più caratteristica, ma non si percepisce mai un senso di tranquillità o di confortevole accoglienza. Dopo un inizio al limite di un'inutile volgarità, la sceneggiatura dello stesso regista vira decisamente, cambiando contesto e registro, trasformando il film in una pesante riflessione sulla vendetta, sulla fiducia nelle relazioni, sulla famiglia e sui sentimenti umani. Nonostante il ritmo sempre piuttosto lento, il senso di ansia e di imprevedibilità è mantenuto alto dall'uso statico della macchina da presa, rendendo lo spettatore inerme e irritato da ciò che accade. Lo stesso effetto lo crea la totale mancanza di una colonna sonora musicale: il vento che soffia tra gli alberi, la pioggia che cade, la sega che taglia la legna, i respiri e i gemiti dei protagonisti, i silenzi...tutto contribuisce a non far staccare gli occhi dallo schermo e a rimanere impietriti sui titoli di coda finali accompagnati dal suono di un temporale. Solo una malinconica fisarmonica fa talvolta da sottofondo, ma senza aggiungere serenità o allegria. La crudezza e la glacialità con cui vengono presentati i fatti di Revanche vanno di pari passo con la tetra realtà di un mondo in cui fiducia, lealtà e rispetto sono termini che hanno significato solo in un qualche universo parallelo. Si è sempre pronti a fare di tutto per il proprio tornaconto, e se il piano A non riesce non ci sono scrupoli a usare il piano B. L'amore non vince più su tutto. VOTO:7