VENDICAMI
(di Johnnie To - con Johnny Hallyday)
Il filone della vendetta è ormai usurato, ma Johnnie To non banalizza il tema e lo porta ad un livello superiore di raffinatezza, grazie alla capacità di rendere malinconicamente poetica anche una sparatoria al chiaro di luna. La trama è semplice ed essenziale, come anche i dialoghi, ma ciò su cui bisogna soffermarsi sono i significati dietro ogni movimento di camera, dietro ogni inquadratura, ogni slow motion e ogni sguardo. Il ritmo lento, ma persistente, alla Park Chan Wook, il ralenti esasperato alla John Woo, una colonna sonora musicale alla Ry Cooder di Paris Texas, e l'ineccepibile geometria di ogni sequenza fanno di Vendicami una gemma del cinema contemporaneo, nonostante la costante inespressività di Johnny Hallyday - comunque consona al personaggio - e i soliti dettagli difficilmente assimilabili legati a una cultura troppo lontana dalla nostra. Interessanti gli omaggi a Memento, per dimostrare che quando ci dimentichiamo del significato delle nostre azioni, allora anche il termine vendetta non ha più valore. VOTO: 7