Sogni d’oro – 2013

 

Il vincitore:

THE LONG WAY DOWN di Yasser Howaidy (Uae)
Studente di medicina appassionato di cinema, ha cominciato a lavorare nei set della Egyptian Cinema nel 1992. Ha fatto di tutto, dal terzo al primo assistente alla regia di cortometraggi, documentari e lungometraggi come “Days of Sadat” e “Young Alexander The Great”. Nel 2005 e nel 2006 ha diretto tre documentari in Colombia: “Story Of Lorica”, “Live from Colombia” e “The Story as told by Eduardo”.

Dopo essersi scatenati accidentalmente in una rissa, l’arabo Aly e l’europeo Ed scoprono le loro somiglianze in un ascensore grazie all’aiuto di vari passeggeri.

 

Gli altri corti in concorso:

DETRÁS DEL ESPEJO di Julio O. Ramos (Usa)
Nato (1980) e cresciuto in Perù, si è specializzato in giornalismo, ma la sua vera passione è sempre stata fare cinema e così a 21 anni si è trasferito negli Stati Uniti per seguire i suoi sogni. Ha frequentato il Columbia College di Chicago, dove si è laureato in discipline umanistiche. Ha vinto il primo premio allo Student latino film festival, bandito dal medesimo college, per due anni consecutivi con i film “Forgiven” e “NoOne”. Ha seguito un master alla scuola di cinema, tv e media digitali dell’università della California. “Detrás Del Espejo” è il suo ultimo corto e anche la sua tesi di laurea. Girato in Perù, è l’estratto di un lavoro più ampio che Iulio sta sviluppando e che spera di tradurre nel suo debutto nel lungometraggio.

L’impiegato di uno squallido motel ricorre a mezzi discutibili per guadagnarsi da vivere. Un giorno l’improvvisa morte di un cliente mette a repentaglio i suoi traffici clandestini.

THE COME UP di Kirk Sullivan (Usa)
Nato nel 1984, viene dallo stato di New York. Figlio di un regista indipendente, si è trasferito nell’ovest degli Stati Uniti per frequentare la facoltà di cinema a Università della California del sud. Dopo aver conseguito la laurea, ha fatto molti videoclip prima di lavorare in film indipendenti. Ora si sta dedicando al suo primo lungometraggio, “The dead men”.

Steve, assistente di produzione in uno studio cinematografico, non si fermerà davanti a niente per salvare la cassa del produttore da un bandito mascherato. Il tutto accade mentre tenta di promuovere la sceneggiatura dei suoi sogni.

UP A HILL di Kyle Lavore (Usa)
Americano, nato nel 1983, vive a New York, è diplomato al Media Institute e ha frequentato la facoltà di cinema dell’università di New York. Ha diretto diversi cortometraggi selezionati da molti festival. Ha lavorato a film quali “The Dark Knight Rises”, “The Amazing Spider-man” e “Men in Black III”.

La storia di Jack e Jill, due newyorkesi appena usciti da storie sentimentali terribili. Non si sono mai incontrati, ma sono legati da una serie di eventi e personaggi particolari.

THOMAS TRISTONHO di Cesar Nery e André Saito (Brasile)
Dopo essersi laureati in pubblicità e aver girato il loro primo cortometraggio insieme, hanno deciso di viaggiare e approfondire ulteriormente la conoscenza della Settima arte. Uno è andato a Los Angeles, l’altro a Buenos Aires. Lavorano per un’ampia gamma di clienti, tra i quali Ford e Mattel. Con il corto “Thomas Tristonho” hanno vinto numerosi premi.

Un ragazzo é profondamente convinto che tutto quello che tocca diventi triste.

GRANNY BABY di Eva Colmers (Canada)
Ha scritto, diretto e prodotto molti cortometraggi vincitori di premi e due documentari. Tra questi “The Weightless Traveller”, “The NFB Elder Project”, “LUZ”, “End of the Rope”, “Hand Sum”, “The Enemy Within”. Avendo una formazione teatrale alle spalle, ha anche creato installazioni per concerti e spettacoli teatrali e di danza.

Il piccolo Jack è eccitato all’idea di andare a prendere la sua sorellina appena nata e la mamma all’ospedale. Quando entra nell’affollata sala d’aspetto si imbatte in una vecchia e confusa nonnina. Nessuno sembra notarla o precoccuparsi di lei. Jack vuole aiutarla, ma come?

MAY di Patrick Fileti (Australia)
Ha fatto il regista a Barcellona, Londra e Sydney. Ha esperienza nel cinema, nella televisione e nella pubblicità. Ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale, incluse diverse vittorie ai Leoni di Cannes della pubblicità.

Non si è mai troppo vecchi per crescere.

MEMORY SCULPTOR di Ken Ochiai (Giappone)
Nato nel 1983, ha fatto il suo primo film a 12 anni. Subito dopo il diploma ha lasciato Tokyo per seguire il sogno di diventare regista negli Stati Uniti, dove si è diplomato alla School of Cinematic Arts nel 2006 e dove nel 2008 si è specializzato in regia all’American Film Institute Conservatory. Ha realizzato oltre trenta cortometraggi, videoclip e video promozionali, tre dei quali hanno vinto importanti premi. “Tiger Mask” è il suo primo lungometraggio, tratto da una famosa serie a fumetti giapponese.

La moglie di un uomo facoltoso assume agenti che cancellano i ricordi perché eliminino il ricordo della giovane con la quale lui ha una relazione. Ma presto si rende conto che la ragazza non si fermerà davanti a niente per mantenere vivo l’amore dell’uomo per lei.

MIANEH ASSEMAN VA ZSMIN di Maryam Esmikhani (Iran)
Laureata in letteratura e diplomata in regia, ha frequentato diversi seminari del regista iraniano Abbas Kiarostami, nel corso dei quali ha diretto e prodotto alcuni cortometraggi. I suoi lavori hanno vinto premi in molti festival internazionali.

Una madre, il cui figlio è stato dichiarato cerebralmente morto, non vuole firmare i documenti per la donazione degli organi.

ONE LAST TIME di Dhimitri Ismailaj (Usa)
Regista e sceneggiatore, nato in Albania nel 1971 ed emigrato negli Stati Uniti nel 1999, “One last time” è il suo settimo cortometraggio. Il suo precedente corto, “Requiem for Kosova’, è stato selezionato da oltre quaranta festival in tutto il mondo e ha vinto otto Premi. Anche “Mira” (2008) è stato proiettato in molti festival.

Il cancro al seno che l’ha colpita non è l’unico problema che la giovane Angela deve affrontare. Il suo ragazzo Agron, da poco tornato dall’Iraq, sembra diventato freddo e distante. Ora Angela deve fare i conti con la prospettiva di rimanere sola e mutilata dalla malattia per il resto della vita.

SHADOWPLAY di Ed Osghian (Canada)
Nato nella ex Yugoslavia (Belgrado, Serbia), e con radici italiane, armene e croate, è emigrato in Canada dopo aver ottenuto una laurea magistrale in cinema/televisione all’Università delle arti di Belgrado. Per alcuni anni ha diretto spot commerciali e video musicali; successivamente innumerevoli documentari e programmi per vari network canadesi e statunitensi. “È Shadowplay è la sua prima incursione nel campo della narrativa. Attualmente sta lavorando a “Diversion”, un thriller politico.

Un’indagine su un dipendente di una grande azienda estremamente riservato cambia le vite di tutti i soggetti coinvolti.

SUENO DOWN (Venezuela) di Ignacio Marquez
Nato in Bolivia nel 1968, è cresciuto in Argentina e si è trasferito in Venezuela. Direttore artistico del Teatro del Laberinto dal 1999. Dal 2000 insegnante di teatro all’Apoye, istituto dove si lavora con persone affette dalla sindrome di Down. Si è dedicato al cinema come protagonista del cortometraggio “Calle 22” (1994) di Mariana Rondon. Ha diretto e scritto il mediometraggio “Corazon Convicto” (2008). Ha diretto ed è stato coautore della serie di documentari “Cada Historia un Mundo” (2009), diretto e scritto il lungometraggio “Ley de Fuga” (2011).

Due giovani con la sindrome di Down vivono in un mondo che li limita e li rifiuta. A dispetto di tutto questo cercano di vivere liberamente, assecondando la loro natura innocente. E ciò, in un mondo ostile, finisce per essere un atto di ribellione.

 

La giuria:

Romina Bravetti

Annamaria Corrado

Federica Ferruzzi

Luca Manservisi

Alessandro Montanari

Sara Pietracci

Vania Rivalta

Daniela Verlicchi

Francesco Garoia

Carmelo Domini

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