Sogni d’oro – 2014

 

Il vincitore:

MEU AMIGO NIETZSCHE di Fáuston Da Silva (Brasile)
Giovane regista brasiliano. Recentemente si è laureato in cinema all’Università di Brasilia. E’ coinvolto in progetti sociali e insegna cinema ai bambini che vivono in città povere vicino a Brasilia. Ha già prodotto sette cortometraggi.

L’improbabile incontro tra Lucas e Nietzsche sarà l’inizio di una violenta rivoluzione nella mente di un ragazzo, nella sua famiglia e nella società. Alla fine non sarà più un ragazzo, sarà dinamite.

 

Menzione speciale:

ECLIPSE di Ara Yernjakyan (Armenia)
Nato nel 1951 a Yerevan, in Armenia, ha ricevuto il titolo di Honored Worker of Art. Ha fondato e diretto lo Yerevan State Chamber Theatre ed è un drammaturgo. Ha ultimato il suo iniziale percorso di studi in cibernetica nel 1983 e ha conseguito un master in regia. Durante gli anni da studente ha fondato il Club of the Funny and Inventive ed ha anche avuto una carriera di successo in teatro. Contemporaneamente ha cominciato a girare film nel 1990 e a oggi ne ha diretti quattro.

A dire la verità, ogni crimine impunito ne genera uno nuovo. Quando un essere umano è avvolto dall’oscurita, una bestia selvaggia si sveglia in lui. La storia intera del genere umano ne è un esempio. Ma il colpo più duro e il peso maggiore ricade sui bambini che passano attraverso queste sofferenze e i cui destini sono per sempre cambiati o distrutti.

 

Gli altri corti in concorso:

GIFT di Daniel Yan (Singapore)
Fondatore di The Creative Room, una casa di produzioni televisive di Singapore. Il suo primo cortometraggio, “An Unconventional Love Story”, è stato selezionato per la seconda edizione del Singapore Short Film Awards 2011 e per il Best of First Take 2011.

Il figlio si sente ingannato dalla vita e biasima il padre ritenendolo inadeguato. Determinato a partire, lavora duro e ottiene una borsa di studio all’estero. Anni dopo ritorna per organizzare il funerale del padre. La sua vita giungerà a una svolta quando scoprirà quali erano le sue reali
intenzioni.

Per vedere Gift clicca qui

MÉMORABLE MOI di Jean-François Asselin (Canada)
I primi cortometraggi di Jean-François Asselin sono stati tutti successi immediati; gli hanno dato fama e fatto vincere molti premi, inclusi il Viacom Canada Award per il regista più promettente al Montreal World Film Festival nel 1997 e il Claude-Jutra Award all’AQCC, sempre per il regista più promettente. Con il corto “Déformation Personnelle” ha vinto più di venti premi in festival di tutto il mondo. E’ stato anche l’ispirazione di “François en série”, una serie televisiva di 22 episodi che ha sia scritto che diretto. La serie ha avuto 15 nomination al Prix Gémeaux e nel 2007 ha vinto il premio come miglior commedia.In questo momento Jean-François sta dirigendo diversi spettacoli televisivi e spot pubblicitari. Sta anche lavorando a una nuova serie televisiva e al suo primo lungometraggio.

Tu pensi a me, dunque sono. Per Mathieu è una questione di sopravvivenza.

ANNIVERSARIO di Jeffrey De Chausse (Argentina)
Scrittore e regista, nato a Vicenza nel 1969, è cresciuto a Detroit con la madre, una gypsy di Francia, e il padre, americano. Gira il mondo facendo documentari, film e spot pubblicitari e ha tra l’altro partecipato al Berlinale Talent Campus. Ma prima di cominciare la carriera di regista ha lavorato come creativo pubblicitario per agenzie di tutto il mondo vincendo importanti premi, ad esempio al Cannes International Advertising Festival. Dal 2004 ha lavorato per Apple, Visa, Lexus e Toyota. Come regista nutre un amore particolare per le immagini forti e per le storie che riescono a trasmettere molte emozioni. Negli ultimi otto anni ha diretto più di cento spot pu blicitari e quattro cortometraggi (oltre ad “Anniversario” “Sperfect”, “Esperame’ e “Museum for the people”). Sta inoltre per uscire un suo documentario girato a Detroit e intitolato “American Auto”.

Carmela va al salone di bellezza per prepararsi all’uscita organizzata in occasione del suo quarantacinquesimo anniversario di matrimonio. Viene accolta dai suoi parrucchieri favoriti, Chu Chi e Pepe. Ma con un tragico colpo di scena, Carmela diventa il più importante cambio di look delle loro vite.

BELEH di Eka Christa Assam (Cameroon)
Nata nel 1983, ha iniziato la sua carriera come attrice, nel 2006. Nel 2010 ha fatto il suo primo cortometraggio, che però non è mai stato distribuito. Indomita, nel 2012 ha realizzato un altro cortometraggio, “Doormat”, ed è stata selezionata per partecipare al quinto Talent Campus Durban.

Ambientato in un piccolo villagio ai piedi del monte Fako, in Camerun, “Beeh” indaga il rapporto tra Ekema e la moglie Joffi, che è incinta. Le difficoltà che Joffi, alla sua prima gravidanza, deve affrontare, sono accentuate dalle egoistiche e scontrose pretese dell’irascibile e inflessibile marito. La situazione arriva a un punto di svolta una mattina: nel villaggio le cose sono misteriosamente cambiate e c’è stata una totale inversione di ruoli tra i sessi. Ekema, che è l’unico a sembrare essere consapevole del cambiamento, fa l’esperienza di una giornata come uomo incinta e ciò getta una nuova luce sulla sua visione dei sentimenti della moglie.

COUGH di Jason Kempnich (Australia)
E sempre stato attratto dal desiderio di fare cinema. Già durante le vacanze scolastiche realizzava i primi film con gli amici.
Laureato in informatica alla Griffith University, in Australia, ha realizzato alcuni cortometraggi con amici che frequentavano la facoltà di Cinema e televisione. Dopo aver lavorato per alcuni anni nel campo dell’informatica si è reso conto che nella sua vita mancava qualcosa: il cinema. Autodidatta, ha dato vita alla casa di distribuzione Yarnmaker e diretto “Unfinished Business” (2006) vincitore di cinque premi, e “Unrepentant” (2010), vincitore di quattro premi. “Cough’ è il suo terzo lavoro.

Le libertà civili erano ieri. La mancanza di cibo durante una pandemia costringe George, da poco vedovo, ad allontanarsi da casa per sopravvivere. Un semplice acquisto di viveri degenera quando George si imbatte per caso nel segreto di un negoziante, che li pone in un perico o mortale.

FART RUDY di Yu Sun (USA)
Fotografo, ha cominciato la sua carriera di colorist nel 2008. Grazie alle capacità acquisite in anni di lavoro nella fotografia e nel graphic design, riesce sempre a creare al primo istante la migliore versione di un’immagine.

Rudy, un ragazzo che ha sempre avuto un problema con le sue continue e puzzolenti scoregge, si accorge un giorno di scoreggiare palloncini. La cosa cambierà la sua vita per sempre.

MORE THAN TWO HOURS di Ali Asgari (Iran)
Nato nel 1982, studente di cinema all’Università di Romatre. Ha cominciato la sua carriera come assistente alla regia e ha lavorato in dieci lungometraggi e in più di trenta cortometraggi. I suoi cortometraggi “Barbie” (2012) e “Tonight is not a good night for dying” (2011) sono stati proiettati in molti festival. Nel 2013 ha partecipato al Berlinale Talent Campus. La sua filmografia comprende anche “La notte di quella sera” (2011).

Sono le tre del mattino. Un ragazzo e una ragazza vagano per la città. Stanno cercando un ospedale per far curare la ragazza. Ma è molto più difficile di quanto pensino.

NOBODY IS HERE di Bilal Shakr (Iraq)
Nato nel 1973 in Iraq e immigrato in Iran nel 1974. Ha terminato la scuola Youth Cinema Society in Iran nel 2003 e si è trasferito in Kurdistan nel 2006. Ha realizzato sei cortometraggi e tre documentari, scritto le sceneggiature di dodici cortometraggi e di sei lungometraggi. Ha lavorato anche come assistente alla regia in tre lungometraggi. Ora sta lavorando a una sceneggiatura sui problemi delle donne nella societa.

La storia di questo cortometraggio è legata a uno dei sopravvissuti ai genocidi del regime di Baath. Una madre che, nonostante gli enormi sforzi, non riesce a nascondere suo figlio dai soldati.

TYPO di Hussen Ibraheem (Libano)
Nato nel 1985 a Beirut, fin da giovane dimostra una grande passione per l’arte: musica, fotografia, pittura e scultura, ma anche fumetto e arte digitale. Laureato in Architettura d’interni all’Università libanese, ha lavorato per un paio di compagnie e dato vita a un proprio studio. Nel frattempo ha cominciato a sviluppare le sue abilita nell’animazione computerizzata in 3d e 2d. Coltivando la sua passione per la regia, dal 2010 al 2012 ha frequentato e si è diplomato al Red Sea Institute For Cinematic Arts. Ha diretto un documentario e due cortometraggi, uno dei quai, “3:30”, ha vinto un premio ed è stato selezionato da diversi festival.
Ha anche scritto la sceneggiatura di un lungometraggio e quella di due cortometraggi.

Una scelta impossibile. Un giovane scopre di essere morto otto anni prima rispetto a quella che avrebbe dovuto essere la data della sua morte. Un errore divino che può essere corretto solo in due modi: stare in un limbo per otto anni o perdere tutti i ricordi e ricominciare dall’inizio sulla terra.

WAKING MARSHALL WALKER di Bjorn Thorstad e Gabriel Baron (USA)
Vivono a New York e recentemente hanno codiretto anche una puntata pilota per una serie interattiva da trasmettere sul web. Bjorn Thorstad è attore, regista, produttore e codirettore artistico della compagnia teatrale Stage 13 di New York.
Gabriel Baron è un regista pluripremiato il cui lavoro gli ha fatto ottenere il “Genius Award” di Seattle; ha inoltre ricevuto una nomination al Gregory Award per la sua produzione di “Accidental Death of an Anarchist”. Più recentemente ha diretto due video musicali.

Un incontro con uno straniero misterioso conduce a inquietanti premonizioni, portando Marshall Walker a una corsa disperata attraverso la memoria e il tempo per ricongiungersi con la figlia Charlotte e riparare a un fatidico errore.

 

La giuria:

Romina Bravetti

Annamaria Corrado

Federica Ferruzzi

Alessandro Fogli

Francesco Garoia

Luca Manservisi

Alessandro Montanari

Sara Pietracci

Vania Rivalta

Daniela Verlicchi

I commenti sono chiusi