Cimitero Azzurro, un viaggio che porta lontano

La locandina del film

La locandina del film

Un’auto di grossa cilindrata percorre a forte velocità una serie di tornanti e si ferma in un’area di servizio. A bordo c’è Rosario, un cinico imprenditore a suo agio in un’Italia di provincia, indifferente al mondo che lo circonda e ai bisogni altrui. Sarà proprio questa superficialità a metterlo di fronte ai suoi limiti e a spingerlo a dare una virata decisa alla propria esistenza.

Inizia con il rombo di un motore e parla di un viaggio il primo lungometraggio del regista ravennate Gerardo Lamattina. Un progetto che è diventato realtà grazie all’impegno e al supporto di sponsor e amici (friend-funding), che hanno contribuito economicamente alla realizzazione del film.

Il regista Gerardo Lamattina

Il regista Gerardo Lamattina

Girato in soli 14 giorni nell’estate 2015 tra Italia, Ungheria e Romania, Cimitero azzurro è un cammino di 74 minuti che parte da una Ravenna che sembra affacciarsi sul Baltico. Uno sfondo che rimanda inevitabilmente al film più celebre girato da queste parti, Deserto rosso, con il quale condivide in realtà diverse suggestioni, dal titolo allegorico-metaforico a quel senso di alienazione del singolo, frutto dell’individualismo imperante e della ricerca compulsiva del progresso.

Più vicino ad Antonioni che al neorealismo, Lamattina adotta uno stile personale, quasi documentario, e si affida ad un interprete in stato di grazia, primo in un cast di attori non professionisti: l’ex finanziere in pensione Rosario Vona (incredibilmente simile al Bob di Twin Peaks) che incarna alla perfezione lo spaesamento del protagonista e riesce, da solo, a tenere sulle spalle l’intero film.

Rosario Vona

Rosario Vona

Costruito come un on the road soprattutto interiore, Cimitero azzurro sembra rappresentare pienamente il pensiero secondo cui la parte migliore di un viaggio non è l’approdo ma il viaggio stesso. Un viaggio che si rivela subito difficile e pieno di imprevisti, che trasformano il predatore in preda indifesa, senza impedirgli però di continuare la sua ricerca.

I dialoghi si riducono al minimo in favore della gestualità del protagonista, dei luoghi e dei suoni della natura. Anche la musica è efficace e mai invadente, come l’evocativa “Illusion1” dei Rigolò, che accompagna lo spettatore in un’altra dimensione, quasi lynchiana, e poco importa se si conosce bene la strada solcata dalla Jaguar di Rosario.

Insieme alle parole vengono meno anche gli incontri con le persone, che diventano portatori di una nuova umanità, sia che si tratti di un anziano contadino, di una viaggiatrice solitaria (Raffaella Sutter, anche coproduttrice) o della cassiera di un piccolo negozio.

Immagine dal film

Immagine dal film

Con il suo incedere lento e poetico, Cimitero azzurro naviga in equilibrio tra le inquietudini di Rosario e l’immutabile realtà rurale della campagna rumena, dove gli animali sembrano molto più al sicuro degli esseri umani. Un luogo fuori dal tempo ma desideroso di riscatto, esattamente come il protagonista del film.

Ma è davvero possibile cambiare nel profondo e diventare una persona diversa?
Più che una risposta, il regista prova a suggerire una strada disegnando, con sensibilità cinematografica quasi classica, una serie di campi lunghi in cui Rosario si muove alla ricerca di sé, nel lungo viaggio che lo porta fino al piccolo villaggio di Sapanta.

C’è molta intimità in questo piccolo esordio indipendente, a tratti visionario ma fortemente ancorato alla realtà. Il film sa parlare al cuore dello spettatore, ma è anche capace di aprirsi ad un immaginario più vasto, che si schiude poco a poco come la coscienza del protagonista, e proprio per questo chiede di essere visto e ascoltato in profondità.
Perché se è vero che “siamo quello che fingiamo di essere”, come suggerisce la frase di Kurt Vonnegut in apertura, Cimitero azzurro ci ricorda che solo quando tutto quello che ci sembrava essenziale diventa quasi superfluo, è possibile iniziare un percorso nuovo.

Il film è stato selezionato in concorso all’Alternative Film Festival di Toronto nella primavera 2017.

Matteo Papi


 

Scheda film:

Titolo: Cimitero Azzurro
Regia: Gerardo Lamattina
Origine: Italia, 2016
Durata: 74 minuti
Genere: Drammatico
Cast: Rosario Vona, Erika Király, Raffaella Sutter, Salvatore Santoro, Antonio Mauro, Marianna Barbani, Diana Cardenas, Alexandra Opris, Costantin Ciobanu, Sandra Buturuga, Magdalena Ewa Klimkiewicz, Sergio Carioli, Edo Tagliavini, Gerardo Lamattina.
Produzione: Associazione Cantieri, Gerardo Lamattina, Monica Francia, Salvatore Santoro, Nicola Barchet, Raffaella Sutter e molti altri amici e amiche. Produttore esecutivo: MediaLabStore

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