Sex Education: tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato dire ai vostri figli)

“Siamo nel pieno di una crisi della mascolinità e questo racconto sembra potenzialmente adatto allo spirito del tempo” – Sex Education

 

 

Fino a qualche tempo fa avevo una regola per seguire una serie TV: i primi sei minuti della prima puntata dovevano convincermi. Regola concepita dopo i primi sei minuti della prima puntata di Black Mirror e mi piace pensare che anche gli sceneggiatori di tutte le serie la seguissero per agganciare gli spettatori. Sono convinto che per le migliori produzioni sia ancora così. Era da un po’ che non ci facevo caso, pensando che ormai anche per i creatori fosse un vecchio escamotage, fino ai primi sei minuti di Sex Education.

Ok, i minuti sono otto in realtà e sono perfetti per cominciare una storia senza presentarla, mostrando immediatamente le tematiche e quasi tutti i personaggi, i toni e le atmosfere, come se ci fosse fretta o un discorso già cominciato da qualche altra parte, come il sesso senza preliminari, insomma. Dopotutto, l’approccio iniziale alla serie sarà lo stesso un po’ per tutti, che mica il titolo è a caso: quanto sesso si vedrà? Quindi meglio mostrare tutto (quasi) subito all’inizio di ogni puntata per poi cominciare a raccontare.

Ma a raccontare cosa? E a chi? Ovvio che per noi che vogliamo sembrare intelligenti e capiamo i sottotesti, il tema del sesso è solo un modo per parlare di tutto il resto: scontri generazionali, cambiamenti sociali, i collegamenti psicologici tra i personaggi a spiegare la natura dell’essere umano; io però non sono abbastanza preparato per rispondere alla prima domanda senza rispondere alla seconda: educare chi?

Se si vuole vedere i sedicenni di oggi, non bisogna guardare Sex Education.

Non ascoltano quella musica e non si vestono in quel modo, non si divertono così, i sedicenni di oggi hanno un rapporto con lo smartphone che Sex Education non affronta. L’immaginario rappresentato è più quello della nostra generazione (quelli che hanno il ‘sette’ come terza cifra nella data di nascita) e prende spunto dal solito, e chissà come mai non ancora logorato, periodo anni ‘80. Una messa in scena adatta più per attirare i genitori e portarli in un territorio che forse non conoscono così bene come pensano.

(tvguide)

Sex Education sembra scritto da genitori che hanno ascoltato i loro figli e vogliono raccontare quello che hanno sentito ad altri genitori. Dialoghi splendidi e veloci come fosse una successione di video su Tik Tok, ma a differenza di quello che succede nel social più in voga del momento tra i ragazzi, i protagonisti si presentano subito senza filtri o cazzeggi quando parlano tra di loro ‘chè le maschere servono per interagire con gli adulti.

Un rapporto con gli adulti che diventa sincero solo quando si tratta del proprio futuro: la giovinezza attraversa per quel po’ di tempo la fase adulta e anche l’arcigna Maeve si apre di fronte ad una commissione giudicante di professori e l’introverso Otis affronta il muro invalicabile dell’ingombrante figura materna, magari aiutandosi creando la giusta atmosfera alzando il volume dei Cure di “Boys Don’t Cry”.  Ecco, un articolo a parte lo meriterebbe la colonna sonora, piena di un brillante Pop inglese anni ‘80 che dialoga tanto bene con la storia, a sottolineare e evidenziare ogni momento, che così a memoria non ricordo scene senza musica.

Un altro articolo lo meriterebbero le prove attoriali ed uno soltanto la splendida Gillian Anderson, perfetto modello per i sapiosexual di ogni età. Certo, alcune scelte risultano furbescamente fuori contesto, come la festa di fine anno scolastico, la struttura degli intrecci amorosi non proprio originale, una Scozia sin troppo americanizzata e l’ingiustificata assenza totale dell’Hip Hop come colonna sonora.

Ma se si vuole ascoltare i sedicenni di oggi bisogna guardare Sex Education e per vederli c’è sempre lo spioncino sulla porta di Tik Tok.

Gigi Distaso

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Titolo: Sex Education
Origine: UK, 2019
Formato: Serie TV
Durata: 8 episodi da 45-55 minuti (Prima stagione)
Genere: Comedy, Teen Drama
Ideatore: Laurie Nunn
Cast: Asa Butterfield, Gillian Anderson, Ncuti Gatwa, Emma Mackey,
Connor Swindells, Kedar Williams-Stirling, Alistair Petrie
Piattaforma: Netflix

 

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