The Mule: uno, dieci, novanta Clint

La locandina del film

Earl Stone, anziano ben oltre l’età pensionabile che ha dedicato l’intera vita al lavoro di floricultore, si trova costretto a chiudere la sua impresa, ormai “fuori tempo” e piegata dallo sviluppo industriale. A corto di denaro e incapace di fermarsi, accetta un lavoro dove l’unica richiesta è “saper guidare”, ignorando di essere appena diventato il corriere di un Cartello messicano.

 

Alla soglia dei 90 anni Clint Eastwood torna al cinema con Il corriere – The Mule, un film sul valore del tempo, degli affetti e dell’affermazione di se stessi. Concetti chiave della cultura americana, che Eastwood , ancora una volta, incarna perfettamente sviscerandoli nelle loro contraddizioni. Non si tira indietro davanti a nulla, tantomeno alla necessità di fare i conti con la coscienza: di un popolo, di una famiglia e, infine, la sua. Vincendo a mani basse su tutti i fronti.

La prima parte del film ci presenta Earl, un uomo che ha passato la vita in serra e nel suo pick up coltivando, confezionando e vendendo migliaia di fiori, riconosciuto “il migliore” nel campo, che alle convention non disdegna la buona compagnia e qualche drink. L’innegabile simpatia del personaggio è però bilanciata da una figura famigliare assente, ora verso la figlia novella sposa, da molto più tempo verso la moglie. La sola che sembra far presa sulle responsabilità umane di Earl è la nipotina, che riesce ancora a vedere, senza filtri, la bellezza e la protezione della figura del nonno.

Quando arriva la svolta – Earl accetta di guidare il suo pick up fino al confine con il Messico, dopo che la sua impresa è stata spazzata via dall’avvento della modernità – il film ingrana per davvero, diventando un incredibile on the road fuori dagli schemi.

Il Clint attore costruisce un altro personaggio memorabile, levigandolo sulle magnifiche espressioni che ne caratterizzano la complessità. L’anziano Earl, che ha percorso le strade d’America per una vita “senza mai prendere una contravvenzione”, che dimentica anniversari ma che non sbaglia una consegna, americano medio misogino e conservatore che affronta gli stereotipi razziali con sottile autoironia.

Il Clint regista dimostra che la carta d’identità è solo un dettaglio se si conosce bene la materia e alterna momenti quasi umoristici (la situazione di partenza, l’imbarazzante task force di polizia che dispiega mezzi senza risultati) ad altri di pura commozione (che vanno vissuti senza essere spifferati, come i segreti più intimi), senza dimenticare di essere grande dietro la macchina da presa (alcune panoramiche e riprese aeree delle terre sconfinate americane sono veri e propri pezzi di cinema).

La vicenda è ispirata all’articolo The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule, che racconta la vera storia di Leo Sharp, il più anziano corriere della droga arrestato nel 2011. Eastwood la fa sua, interpretandola con una linearità e uno stile che lasciano senza parole. Come poter credere ad una simile avventura, nella maniera in cui ce la racconta lui? Aveva ragione Umberto Eco parlando di Casablanca: “due cliché fanno ridere, cento commuovono”. E così accade.

Se il tema dei Cartelli è stato ben affrontato da cinema e tv – da Breaking Bad a Sicario, alle due versioni di Narcos, solo per restare nell’ultimo decennio – The Mule non ne tradisce i canoni, ci fa entrare in quel mondo accecante, opulento e maleodorante, ma allo stesso tempo lo lascia sullo sfondo, per condurci su terreni molto più privati, intimi, con la sincerità di chi davvero conosce, ama e non smette di interrogarsi sulla complessa fragilità dell’essere umano.

Con una struggente riflessione sul tempo che ci resta.

Con una delicata attenzione per l’importanza della famiglia, mai così intensa nel suo cinema, tratteggiata con poche e significative pennellate, a partire dalla scelta di far interpretare Iris Stone ad Alison Eastwood, vera figlia del regista.

Con un appassionato riferimento all’amore, che ancora una volta si fonde con il sacrificio, capace di emergere dalle innumerevoli contraddizioni, emozioni, rinunce, piccoli gesti ed enormi sbagli che si succedono nel film, come nella vita: un terreno brullo e dissestato che solo la volontà dell’uomo può rendere fertile e dove l’amore può sbocciare, come i fiori che Earl non ha mai dimenticato di saper curare. Fino alla fine.

 

Matteo Papi

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Titolo: Il corriere – The Mule
Regia: Clint Eastwood
Origine: USA, 2018
Durata: 116 minuti
Genere: Drammatico
Cast: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Michael Peña, Dianne Wiest, Andy Garcia, Alison Eastwood, Laurence Fishburne.
Produzione: Malpaso Productions, Imperative Entertainment, Warner Bros.

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